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La Storia

bonvicAlessandro Bonvicino, detto Moretto, nacque a Brescia nel 1498.

Pittore di talento, dimostrò, ancora giovanissimo, le sue doti artistiche tanto che, secondo alcuni storici locali, sarebbe da far risalire già al 1514 l'esecuzione degli affreschi scomparsi in Santa Croce e al 1515 quella delle ante nel Duomo Vecchio di Brescia. Accolta l'eredità artistica del Foppa, il Moretto subì inizialmente profonde influenze anche dalla pittura del Giorgione, come è possibile evincere da alcune opere in San Giovanni a Brescia, in Santa Maria Valvendra di Lovere e nel Cristo con devoto del 1519, ora all'Accademia Carrara di Bergamo.

Con il Romanino, altro grande artista del Cinquecento bresciano, decorò, agli inizi degli anni Venti, la Cappella del Sacramento in San Giovanni, testimoniando la sua profonda e sottile conoscenza del sapere teologico nonchè la volontà di rappresentare iconograficamente le verità dottrinali sostenute dai committenti.

Essenziale e realistico appare il lavoro svolto tra 1525 e il 1530 nell' Assunta del Duomo di Brescia, nella pala di Sant'Eufemia e nella Cena in Emmaus, ora alla pinacoteca Tosio-Martinengo. Successivamente, fra il '30 e il '40, l'artista raggiunse la piena maturità espressiva, visibile in molte delle opere più importanti, fra cui la Santa Margherita in San Francesco, la Santa Giustina di Vienna, La Strage degli Innocenti nel San Giovanni di Brescia e l'Inconorazione della Vergine in San Nazaro. Da questi dipinti traspare una profonda riflessione interiore e un atteggiamento meditativo, che il Moretto aveva assunto dalla lezione di Tiziano, di Palma il Vecchio, di Raffaello.

L'ultima parte della sua vita fu caratterizzata da un'intensificazione del proprio lavoro, in parte dovuta all'accresciuta richiesta della committenza in diverse città: Verona, Milano, Monselice, Venezia, ecc. che, attraverso l'arte, intendeva promuovere una campagna di ripristino dell'ortodossia, assai compromessa dall'attività di numerosi movimenti ereticali.

Tra queste opere ricordiamo il Cristo con l'Angelo e l'Adorazione dei Pastori alla Pinacoteca Tosio-Martinengo e Cristo alla colonna, (1550 ca.) e La Cena in casa del Fariseo (1544 c.a.). Morì nel 1554.

L'opera del Moretto influenzò l'arte di altri pittori: fra gli altri, lo stesso Romanino, il Piazza e il Moroni.

Oltre che nel territorio lombardo, molte delle sue opere sono ad Atlanta, Londra e New York.

L'Istituto Moretto : un pò di storia

Verso la metà del secolo scorso, tra il 1851 e il 1852, per iniziativa del pittore bresciano Gabriele Rottini, con mezzi allora modestissimi, sorse una piccola scuola privata di disegno artistico, intitolata al grande pittore del Cinquecento bresciano Alessandro Bonvicino detto il "Moretto".

L'Istituto incontrò subito grande favore presso il pubblico e divenne un centro culturale importante per la vita della città, tanto che il Comune di Brescia, dopo qualche anno di attività, sentì il dovere ed il bisogno di sussidiarla.

Alla morte del suo fondatore (l'artista morì nel 1858), l'amministrazione locale ne assunse pienamente l'eredità culturale e l'onere di gestione, affidandone la cura e la direzione alla Commissione preposta alla Pinacoteca Tosio.

Questi pochi dati sulla fondazione della scuola ci spiegano significativamente il contesto in cui sorse e le ragioni della sua intitolazione, il cui valore iniziale si attenuò, però, negli anni immediatamente successivi, assumendo un indirizzo più marcatamente industriale, che alterò lievemente la connotazione artistica delle origini: già a partire dal 1858, infatti, allorchè passò nelle mani del Comune, essa divenne Scuola Comunale di Disegno Industriale "Moretto" e nel 1890 "Scuola Professionale "Moretto" per Arti e Mestieri.

Con la Prima Guerra Mondiale, nel 1916, la scuola, che già allora contava più di mille iscritti, si definì semplicemente professionale e nel 1922, con circa settecentocinquanta studenti, assunse una struttura molto articolata. Comprendeva

la scuola-laboratorio (due anni di corso),
la Scuola Industriale di 2° grado (4 anni di corso),
la Scuola Industriale di 3° grado (3 anni di corso),
la Scuola serale di Arti e Mestieri (4 anni di corso più un anno di perfezionamento)

con indirizzi in arte decorativa, edilizia, meccanica, ecc. e i Corsi Speciali della durata di quattro o cinque mesi.

Nel 1956 assunse la configurazione attuale, divenendo Istituto Professionale di Stato per l'Industria e l'Artigianato; da allora ha subito continui e talvolta radicali cambiamenti strutturali, che hanno coinvolto le specializzazioni, il numero delle sedi decentrate e l'organizzazione dei curricoli, in un adeguamento costante sia all'evoluzione scientifica e tecnologica che al mondo della produzione industriale, soprattutto nei settori trainanti del territorio bresciano.

Attualmente, l'Istituto di grandi dimensioni e con sedi coordinate in Montichiari e Orzinuovi conta più di mille iscritti provenienti dall'intera provincia di Brescia e da diversi comuni limitrofi del cremonese e del mantovano; vi prestano servizio circa trecentocinquanta operatori tra docenti, tecnici e ausiliari.
(tratto dal Vademecum dello Studente)



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